Passo dello Spluga


Il passo dello Spluga (Splügenpass in tedesco), è un valico alpino situato sul confine italo-svizzero a quota 2.117 m s.l.m., conosciuto fin dall'antichità per il suo agevole transito e per la sua posizione privilegiata.

Situato in una posizione privilegiata e conosciuto già dai tempi dei Romani, il Passo della Spluga è da secoli uno dei più importanti valichi alpini. Pellegrini e mercanti di diverse epoche hanno attraversato il valico, per scendere in Italia o ritornare verso il nord-Europa.

Al giorno d'oggi il passo, chiuso indicativamente da inizio novembre a inizio maggio, risulta sempre molto frequentato e trafficato, da turisti in auto, moto e biciclette, sia perchè è un'interessante meta turistica sia come valida alternativa ai sempre affollati valichi doganali tra Como e Chiasso.

Il suo tracciato attuale è caratterizzato da 72 tornanti tra Chiavenna e Splügen, le località poste sui due versanti dove inizia e termina la salita. Superato Campodolcino, il percorso si sviluppa in una lunga e spettacolare successione di tornanti ravvicinati che richiedono la massima attenzione. Nel periodo invernale, l’ultimo tratto della salita risulta non percorribile.

La Via Spluga

La Via Spluga è un sentiero escursionistico-culturale transfrontaliero che si sviluppa lungo gli antichi tracciati del passo dello Spluga, su una lunghezza totale di 65 km. Il tracciato, organizzato su diverse tappe dotate di supporti logistico-informativi, conduce da Thusis, nel cuore del Cantone dei Grigioni, in territorio elvetico, al borgo di Chiavenna, in provincia di Sondrio.

Maggiori informazioni: Via Spluga

Punti d’interesse nei pressi del Passo dello Spluga

Il passo dello Spluga è comodamente percorribile in una giornata, anche se un fine settimana potrebbe permettere di compiere numerose e interessanti varianti, quali una visita alla Riserva Naturale di Pian di Spagna e Lago di Mezzola, una zona di interesse internazionale per la sua straordinaria ricchezza floreale e faunistica.

O ancora, il grande santuario della Madonna della Misericordia di Gallivaggio, dove secondo la tradizione la Vergine apparve a due ragazze intente a raccogliere castagne, il 10 ottobre del 1492.

Infine, come non fare un pit-stop sulle rive del lago artificiale di Montespluga, a poco più di 1900 metri di quota, le cui placide acque conferiscono una nota di colore tutta particolare all’ambiente.