Passo Gavia in bici, una salita che ormai è leggenda
Categoria: Cosa fare in Valtellina | 15 luglio 2020
Il Passo di Gavia è uno dei percorsi per bici da corsa più ricchi di fascino in tutta Europa, oltre che una salita leggendaria che raggiunge quota 2.618 m.
Il Passo di Gavia è un valico alpino situato al confine tra le province di Sondrio e Brescia, che mette in comunicazione la valle del Gavia (Valfurva, Parco Nazionale dello Stelvio) e l'alta Valle Camonica. La sua strada stretta e poco trafficata, aperta soltanto durante la stagione estiva, lo rende la meta ideale per ciclisti e motociclisti provenienti da tutta Europa.
Con un'altitudine di 2.618 m s.l.m., è una delle salite più impegnative e famose del Giro d'Italia. Il suo ingresso tra le montagne storiche del ciclismo lo si deve a Vincenzo Torriani, storico patron del Giro, che nel 1960, sorvolando l'intero itinerario della corsa corsa ciclistica a bordo un Comet 4B, scorse una suggestiva mulattiera che si inerpicava verso il Gavia e con un "colpo di testa" lo incluse nel tracciato. Proprio a Torriani e a Fausto Coppi, il campionissimo della corsa rosa, sono dedicati due busti in marmorino e basalto, scolpiti dall'artista trentino Guglielmo "El Duca" Bertarelli e posizionati in vetta al valico, a fianco della Madonna delle Vette protettrice dei clicisti.
È possibile affrontare la salita al passo Gavia in bici da corsa seguendo due diversi percorsi: dal versante valtellinese, con salita da Bormio, oppure dal versante camune, con partenza da Ponte di Legno.
Passo Gavia in bici da Bormio
La salita in bicicletta dal versante valtellinese è la meno ripida, ma la considerevole lunghezza la rende comunque molto impegnativa. Il percorso comincia a Bormio (1.220 m s.l.m.) e prevede ben 26 km a una pendenza media del 6,5%, con tratti molto impegnativi che raggiungono il 14%, superando un dislivello di circa 1.400 m.
Si parte da Bormio, imboccando l'ampia strada che in circa 13 km porta a Santa Caterina Valfurva (1.734 m), su un'ampia strada con pendenze abbastanza dolci, che attraversa gli abitati di Uzza, San Nicolò e S. Antonio.
Una volta superata Santa Caterina Valfurva, in cui è consigliabile fare rifornimento alle proprie borracce, le pendenze aumentano gradualmente, la strada si restringe e si affrontano una lunga serie di tornanti. Tratti facili e pedalabili si alternano ad altri caratterizzati da pendenze più impegnative, sempre immersi negli stupendi scenari naturali del Parco Nazionale dello Stelvio e circondati dalle alte vette del gruppo Ortles-Cevedale.
Gli ultimi tre chilometri sono i più accessibili e permettono di godersi il paesaggio dopo le fatiche dell'ascesa. L'arrivo in vetta, preceduto dall'incontro con il Lago Bianco, non è più solo un miraggio.
Vedi itinerario: Passo Gavia da Bormio
Passo Gavia in bici da Ponte di Legno
La salita in bicicletta dal versante camuno del Passo Gavia è quella più dura. Oltre 17 km di scalata, ad una pendenza media del 7,8%, con strappi che raggiungono il 16% e un dislivello totale in salita di circa 1.380 m.
L'itinerario comincia da Ponte di Legno (1.240 m), lungo una larga strada in falso piano che conduce prima in Val di Pezzo quindi a Santa Apollonia, in Valle delle Messi, la parte più settentrionale della Valcamonica. Qui la carreggiata si stringe, le pendenze diventano più importanti (fino al 15-16%) e si inizia a inerpicarsi verso il valico alpino, lungo una serie di tornanti panoramici.
Durante il tragitto si incontra una galleria di circa 200 m, in salita e poco illuminata, nella quale prestare molta attenzione. Superata la galleria si giunge all'ultima parete di tornanti al 15%, l'ultimo sforzo prima dell'arrivo al tanto agognato Passo Gavia.
Vedi itinerario: Passo Gavia da Ponte di Legno
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